Comitato Valibona

Comitato Piana FiorentinaA fine novembre 2015, tornati dall’Assemblea degli Stati Generali di Napoli, gli attivisti del Comitato Calamandrei hanno deciso che fosse utile concentrare alcune forze disponibili sul territorio per curare e seguire la campagna elettorale per le amministrative in programma a primavera 2016 a Sesto Fiorentino. Così una ventina di loro, essendo già previsto per Statuto la possibilità in base ai numeri esistenti, decidono di staccarsi e dar vita ad un nuovo Comitato nella Piana Fiorentina che raggruppasse tutti gli iscritti dei Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa. Nasce così il nuovo Comitato “Valibona” il cui nome viene deciso nella assemblea costituente lo stesso di fine novembre perché richiama e ricorda i principi di lotta e libertà, sacrificio ed altruismo che espresse il sacrifico dei partigiani della zona nella famosa battaglia di resistenza del 3 gennaio 1944 grazie alla quale prese avvio una faticosa e sanguinosa operazione che portò alla liberazione di Firenze. La formazione partigiana “Lupi Neri” si sacrificò fino all’ultimo dei 17 componenti eroicamente, tutti giovanissimi ragazzi della zona (vedi in calce un breve riassunto della battaglia).

Come detto, quindi, questo Comitato nasce per seguire da vicino e con tutte le forze disponibili la prima campagna elettorale della zona, quella che vedrà le elezioni amministrative di fine primavera 2016 per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale di Sesto Fiorentino. Ma, come detto, a questo Comitato afferiscono anche tutti gli iscritti dei comuni della Piana Fiorentina a sud ovest della città, pur mantenendo rapporti sinergici con gli altri Comitati fiorentini: Piero Calamandrei, Aria Nuova e XI agosto.

Il Comitato Valibona ha una Portavoce di riferimento alla quale ci si può rivolgere per qualsiasi necessità od informazione, scrivendo una e-mail a pianafiorentinapossibile@gmail.com oppure telefonando:



Irene MASCAGNI - cell.: 338/61.32.375

Angela SAGRINATI - cell.: 347/41.95.883

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Valibona

ValibonaMemoriale di Valibona

Località della Calvana, sul declivio del monte Maggiore, nel comune di Calenzano, fra Firenze e Prato, ormai abbandonata e difficilmente raggiungibile se non per sentieri sterrati, all’inizio del 1944 Valibona è stata il terreno del primo significativo scontro fra partigiani e repubblichini in questa area.

Fra i casolari di Case di Valibona si era, infatti, fermata la “banda” guidata da Lanciotto Ballerini nel corso di una marcia verso il pistoiese per raggiungere la formazione guidata da “Pippo”, Manrico Ducceschi, vicino al partito d’azione. I rastrellamenti sempre più frequenti avevano reso pericolosa la permanenza sul Monte Morello, in prossimità di Firenze, dove Ballerini, macellaio di Campi e sergente nella campagna d’Etiopia e poi di Grecia, si era trasferito dopo l’8 settembre del ’43, dando vita ad una formazione armata, e lo avevano spinto al trasferimento. Mentre molti partigiani comunisti si erano diretti dai propri compagni sul Monte Giovi, con Ballerini ne erano rimasti 17, prevalentemente sestesi e campigiani, fra cui anche due prigionieri russi, due slavi e un prigioniero inglese.

Giunto a Valibona, Lanciotto aveva deciso di sostare sia per far riposare gli uomini. Ma nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 1944, mentre riposavano in un fienile, sono circondati da elementi del 1° Battaglione volontari Bersaglieri “Muti”, una formazione della guardia repubblichina guidata da Duilio Sanesi, comandante del presidio di Prato, Carabinieri e fascisti dei Comuni limitrofi, reparti agguerriti, ben armati e equipaggiati, giunti sia da Vaiano che da Calenzano, che li avevano individuati grazie alla delazione di una spia.

Il soldato sovietico Mirko, svegliatosi per un bisogno, accortosi del nemico, avvisò Lanciotto. Rifiutata la resa combatterono intensamente. La battaglia divampò per circa tre ore e mezzo. Considerata la situazione Lanciotto comprese che l’unica via d’uscita era tentare una sortita per spezzare l’accerchiamento. E lanciò il contrattacco. L’iniziativa riuscì e, nonostante la disparità di numero e di mezzi, nove componenti del gruppo sfuggirono all’assedio.

Lanciotto cadde combattendo. Così ne rievoca l’eroica figura il rapporto presentato al comando militare del Partito d’Azione: “a testa alta, impavido, audace, temerario con una bomba per mano inseguiva i nemici mettendoli in fuga e terrorizzandoli […] come un leone eccitato dal combattimento trascinava gli altri – terminate le bombe, imbracciato il moschetto, si gettava verso la mitraglia fascista che lo fulminava“.
Morì in combattimento anche il sardo Luigi Giuseppe Ventroni, addetto al fucile mitragliatore “Breda”. Gli attaccanti contarono tre morti e una dozzina di feriti fra cui il capo della spedizione, Duilio Sanesi, che spirò in ospedale a Prato dopo alcuni giorni di agonia. Fra i caduti vi fu anche il Maresciallo dei Carabinieri di Calenzano Alfredo Pierantozzi che recenti ricerche hanno accreditato essere stato ucciso dagli stessi fascisti, riconciandone la memoria ufficiale con quella della comunità di Calenzano che ne ha sempre ricordato per la generosità e la protezione dei propri concittadini a partire dai giovani renitenti alla leva.

Loreno Barinci fu ferito gravemente, creduto morto venne catturato il giorno dopo, così come furono fatti prigionieri Andrey Vladimiro, tenente dei genieri dell’Armata Rossa, che venne giustiziato, forse perchè ritenuto il comandante o per odio verso i sovietici; Tommaso Bertovich cui spaccarono la testa; Mario Ori cui spararono a un braccio, Corrado Conti e Benito Guzzon che furono percossi selvaggiamente. Quindi li consegnarono ai tedeschi alla Fortezza da Basso. Intanto, per punire i contadini dell’ospitalità data ai partigiani, i fascisti bruciarono e saccheggiarono tutte le case di Valibona, catturarono e legarono i vecchi, le donne e i bambini, compresa una donna incinta.

I superstiti riformarono la brigata cui diedero il nome del proprio comandante e che nell’estate successiva contribuiva alla liberazione di Firenze. Nel 1946 Lanciotto Ballerini è stato decorato con la medaglia d’oro al Valor Militare.

Proprio per ricordare questi fatti e il valore della Resistenza, pietra angolare della Costituzione della Repubblica, il 25 aprile 2013 il Comune di Calenzano ha inaugurato, proprio nel luogo della battaglia, il Memoriale di Valibona, un percorso storico-didattico per trasmettere a tutti, ed in particolare ai giovani i valori della lotta di Liberazione e della democrazia.