#Deardemocracy , metti una sera la Democrazia Diretta

Si è svolto a Capalle il 31 marzo scorso il secondo incontro formativo del nostro Comitato  sulla Democrazia Diretta, che ha ospitato Daniela Filbier, Presidente dell’Associazione Più Democrazia in Trentino (https://piudemocraziaintrentino.org/).

Davanti ad una platea composta da comuni cittadini e da alcuni consiglieri dei Comuni della Piana Fiorentina,  tra cui Andrea Verdiani (Lastra a Signa), Emanuela Eboli (Campi Bisenzio), Serena Terzani (Sesto Fiorentino) ed anche Piero Caramello (Figline V.no), Daniela ha illustrato il lavoro svolto in questi anni ed ha stimolato gli astanti a formulare domande  e chiarire dubbi e perplessità.

L’esperienza dell’Associazione Più Democrazia in Trentino testimonia che allearsi e stare insieme perché si condivide un obiettivo di valore è possibile. I soci (circa 100) hanno appartenenze e riferimenti politici diversi ma lavorano tutti insieme per una causa che è di tutti e per tutti: costruire una democrazia migliore, innovativa, più inclusiva  e funzionale. Hanno preso esempio da esperienze internazionali, dalle più vicine – come la Svizzera – a quelle d’oltreoceano – come la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti.

«La proposta della nostra associazione  è pratica,  operativa – ha ricordato Daniela – Si tratta di introdurre negli Statuti dei Comuni, le istituzioni più vicine ai cittadini, strumenti di partecipazione autentica che consentano ai cittadini da un lato di controllare l’operato dei loro amministratori, dall’altro di decidere insieme il futuro della Comunità. Ricostruire il senso di appartenenza e di corresponsabilità è molto importante. Anzi: è urgente. Le urne si svuotano, anche nei Comuni. La rappresentanza è sempre meno rappresentativa e sempre più delegittimata.  Ci ha fatto molto piacere che POSSIBILE abbia manifestato interesse a questo tema. Davvero raro che un Partito si apra a questa cultura. Insieme a POSSIBILE abbiamo costruito il “Patto di Cittadinanza”, una sorta di manifesto che impegna chi lo sottoscrive a farsi protagonista di questo cambiamento».

Ma cosa è in effetti la Democrazia Diretta? Come funziona?

«Democrazia Diretta significa giungere ad un risultato conclusivo e decidente – spiega con grande passione la Presidente – operare attraverso gli  istituti referendari fa si che il voto espresso sia un voto che conta, con esito vincolante, attuato e rispettato. Tre sono gli strumenti indispensabili per esercitare questo tipo di democrazia: il referendum confermativo obbligatorio, il referendum confermativo facoltativo e l’iniziativa popolare».

Un potere di voto quindi distribuito attraverso quegli istituti che niente hanno a che vedere con la democrazia digitale; un voto ragionato che, in quanto vincolante, deve essere espresso valutando attentamente le opzioni proposte.

«Esattamente – ha detto Daniela – è assurda la divisione tra politici e società civile. Mi piacerebbe capire in quale momento un politico smette di essere un cittadino. Siamo tutti attori nello stesso teatro e il bene comune dovrebbe essere scopo primario dei politici che lo tutelano insieme alla cittadinanza tutta, in un esercizio di democrazia che mette tutti sullo stesso piano, rappresentanti e cittadini insieme per il benessere della comunità».

La democrazia deliberativa quindi? È figlia della stessa madre?

«Non è questione di maternità. La deliberazione è un altro pilastro della democrazia e si accompagna a quella rappresentativa e a quella diretta.

La democrazia deliberativa  prevede l’attivazione di percorsi partecipativi, strutturati ex-ante in modo molto rigoroso e che si svolgono in tempi certi. Da questa partecipazione emergono più proposte che vengono poi affidate ai rappresentanti i quali, in sede di consiglio comunale o regionale, decidono quale fra queste proposte adottare. Una scelta affidata alla rappresentanza quindi, non un atto di sovranità popolare. Un esempio di questo approccio è il cosiddetto referendum consultivo, fattispecie tutta italiana peraltro: si chiede un’opinione alla cittadinanza e poi si procede a piacere (tenendo o meno conto di tale opinione). Un sondaggio molto costoso, a ben guardare. Ma ci sono anche ottimi esempi di democrazia deliberativa, come il bilancio partecipato o il dibattito pubblico, adottato in molti Paesi per decidere insieme alle Comunità la realizzazione delle grandi opere.

In estrema sintesi: la democrazia rappresentativa non è l’unica forma di democrazia possibile; ne esistono altre, che le si affiancano  Non si tratta quindi di eliminarla o sostituirla, ma di integrarla, introducendo pratiche che la possano vivificare e renderla migliore».

Il nostro Comitato continuerà a proporre questo progetto di laboratorio attivo sulla democrazia diretta con un tour nei Comuni della piana fiorentina; il prossimo appuntamento a Lastra a Signa co n tutti quei cittadini che intendono capire come esercitare quella sovranità che l’articolo 1 della costituzione italiana definisce e proclama, non a caso, all’inizio della nostra carta dei valori.

qui di seguito alcuni momenti della serata

Redazione

Redazione del sito Piana Fiorentina Possibile (=)